Nel momento in cui avevo voglia di conoscermi, Beppe mi invitò a provare; per me era una novità anche solo pensare di passare il mio tempo libero a sperimentare e a riflettere sulle emozioni che nel quotidiano si provano. Solo ora posso dire che credo di aver sempre vissuto razionalmente, mai dando giusto peso e considerazione al mio istinto, spesso imprigionando le mie emozioni e non mostrando lati della mia personalità.
Durante il corso ho notato il mio diverso atteggiamento sperimentandomi ripetutamente nella stessa situazione degli esercizi proposti, ma nei confronti di persone con stile comunicativo e carattere diversi.
Che bellezza poter notare le mille sfumature di una stessa emozione!
L’emozione che si manifesta nella relazione la immagino come un’aurea fittizia colorata che si crea proprio tra due individui, uno spazio bidimensionale e ondulato che può assumere variegate tonalità in quello spazio, su quel bordo percepisco la consistenza dell’emozione dell’interazione, a volte talmente intensa che direi che vale la pena vivere anche per assaporarne un po’ ogni tanto… E così, esercitandosi, si fanno delle scoperte, ho scoperto di preferire fra due identiche risposte quella detta dalla persona che è più convinta; ho scoperto che l’odore di una persona può cambiare la tonalità emozionale; ho scoperto il desiderio di incontrare e il desiderio di non incontrare…
…Che impressione coprirsi il viso con un maschera bianca e il corpo con un lenzuolo bianco: non riconoscevo me stesso allo specchio! Però, per me mai esperienza fu più significativa per capire quanto sia importante l’autenticità di un individuo; come sia importante identificarsi, attraverso un collocarsi tra gli uni e gli altri, l’importanza di identificare e riconoscere visivamente con certezza l’altro nella relazione, e farsi correttamente identificare, ma anche quanto sia importante l’identificazione di sé o dell’altro attraverso il pensiero enunciato: del resto a volte la gestualità del corpo è così istintivamente ed emozionalmente vera che, in virtù di una semplice armonizzazione con la razionalità, necessità che il parlato si adegui alla più sincera schiettezza.
Il corso mi ha anche insegnato: che nelle relazioni il bello è aprirsi, lasciarsi invadere dalle emozioni dell’altro, sentirle; che 1+1 nelle relazioni fa sempre qualcosa in più che 2: l’arricchimento emotivo e competenziale dato dalla cooperazione, regala un valore aggiunto; che è necessario potersi fidare dei propri istinti, conoscere le proprie emozioni e manifestarle; che sul conto corrente eomozionale è meglio depositare tanto desiderio di dare e avere per poter ricevere a fine anno un interesse sottoforma di piacere, dove la funzione moltiplicativa dell’andamento dei tassi emozionali in questo caso sarà la nostra eccitazione. In definitiva devo dire che l’esperienza è molto arricchente e la consiglierei a chiunque.
Ringrazio Mirko e tutti i corsisti conosciuti, Per quanto mi riguarda ora inizio ad esercitare tutto ciò anche nel quotidiano.
:-* james