I “Codici” e le “Frequenze” per trasmettere l’Affettività e formare alla Sessualità

Materiale del convegno affettività e sessualità nella persona con disabilità 5/12/2017

Come vi Sentite?

Ci vuole una forte motivazione etica a formare “l’Essere Uomo”.

Richiede una consapevolezza nuova. Vuol dire transitare dalla cultura del “cogito ergo sum”, alla dimensione del “sentio ergo sum”.

La sessualità umana è la dimensione relazionale per eccellenza, fondamentale per sentirsi integri con la vita. E’ la relazione che costruisce la vera identità della Persona. E’ il nucleo centrale dell’identità che investe il corpo, l’immagine di Sé, la Relazione con il proprio Sé e quello degli altri. Una ricerca personale che dura tutta la vita …

Mirko Palamini

Quando inizia la sessualità di un individuo?

La sessualità inizia prima della nascita: desideri, aspettative, fantasie.

I vissuti emotivi dei genitori accompagneranno la formazione di un essere senziente per tutta la gravidanza, fino alla realizzazione di un nuovo individuo: l’Identità anagrafica.

Nascita, il Corpo e i Codici.

La sessualità del disabile rappresenta un problema complesso che mette in crisi i genitori, la famiglia, gli educatori e la scuola. Spesso la nostra prima risposta è di aver paura, di imbarazzo, di nascondere, di oscurare.

E’ vero che il disabile pone questioni di natura pratica: di assistenza, di inserimento sociale, di convivenza e di salute. Rispetto a quanto detto sopra, il problema della sessualità si oscura con molta facilità. Naturalmente i familiari e gli operatori non condividono questo tipo di pensiero, ma spesso il bisogno e soprattutto il desiderio sessuale dei disabili è vissuto con un sentimento di angoscia. Una relazione affettiva include sempre l’identificazione con la persona amata: il familiare in presenza del disabile può provare, in questo processo identificatorio, una continua ferita narcisistica che il figlio disabile percepisce nel suo “Sentire” più intimo.

La sessualità è presente in qualsiasi persona: nella parte corporea (ogni cellula del corpo umano è sessuata) ma anche nella Psiche e nello Spirito.

La sessualità e il ruolo della cultura e della società

La limitazione del potenziale cognitivo porta a considerare il disabile come un eterno bambino, inducendo i genitori e gli adulti a provare disagio di fronte alla sessualità dei figli, con il risultato di reagire a tale disagio con un forte meccanismo difensivo. Siamo portati a pensare che la seduttività maschile si dimostra con l’intelligenza pragmatica (neocorteccia) e sul ruolo sociale, ma il disabile difficilmente potrà avere un ruolo sociale di prestigio o una dialettica in grado di affascinare una donna.

Quando i bisogni corporei e psicologici primari non vengono soddisfatti, quando una persona disabile non riceve attenzioni autentiche d’affetto, la persona non può raggiungere né un’identità sessuale certa, né un’autonomia sufficiente a garantire l’autostima necessaria per la realizzazione di Sé. La conseguenza provoca la strutturazione di un comportamento difensivo: l’aggressività verso i familiari, verso gli insegnanti, compagni di scuola, gli educatori. Un altro comportamento comune che si osserva è l’esibizionismo, che rappresenta una comunicazione forte di un bisogno di riconoscimento di un’identità sessuale.

“Le strutture e le funzioni del cervello limbico, un’area del sistema nervoso centrale di solito meno compromessa dalle lesioni responsabili del deficit, consentono anche alle persone che hanno difficoltà significative nell’uso del ragionamento, di poter valutare le implicazioni che un certo evento ha rispetto a sé ed alla relazione con l’altro, e quindi, in qualche modo, di dare significato a quell’evento. Si tratta di una valutazione che potremmo definire pre-cognitiva, basata non sul pensiero o sul ragionamento, ma sulle emozioni, sulle immagini, e su sequenze significative a quell’evento. E’ un sistema rapido ed efficiente che consente a tutti gli esseri umani, di accedere alla conoscenza di se stessi, del proprio corpo, dei propri stati interni, di riconoscere o almeno intuire il significato delle esperienze emotive delle altre persone, di comunicare con loro, di orientare il proprio comportamento verso obiettivi ben definiti.” Tratto da “Handicap e Sessualità: il silenzio, la voce, la carezza”. Ed. Politiche e servizi sociali, a cura di Fabio Veglia.

La teoria dell’intelligenza Triarchica (R. Sternberg)

Il punto di partenza potrebbe essere una nuova riflessione sul concetto di sessualità, sul significato che viene attribuito al Piacere, sulla capacità di ripensare al concetto di disabilità che inevitabilmente “tocca” e “muove” qualcosa dentro di noi. I disabili hanno il diritto di essere accompagnati e formati a vivere la propria sessualità e noi tutti abbiamo il dovere di costruire i sostegni e le impalcature per comprendere l’identità stessa. Dobbiamo essere “abili costruttori”, imprenditori del Sentire.

Attraverso la sessualità possiamo conoscere noi stessi e gli altri in modo unico, speciale, così profondo e poetico che il linguaggio ed il ragionamento non sempre rappresentano i veri strumenti esaustivi.

“La carezza è fatta di corpo, nella sua forma più semplice consiste nel toccare un altro corpo per provare piacere. Il corpo che noi tocchiamo con una carezza, non è però solo carne, ma è anche e soprattutto un luogo speciale dove incontrarsi. Le nostre dita parlano un linguaggio universale, ci permettono di comunicare, di scambiarci messaggi, di dirci cose che le parole non saprebbero o non potrebbero dire. Nella carezza riusciamo a trasmettere con un’incredibile precisione le nostre emozioni, i desideri, gli affetti, i sentimenti e raccontare i nostri pensieri più intimi.”  *Estrapolato dal testo sopracitato di F. Veglia

 

Soltanto se comprendiamo il significato e i valori che il piacere della vita umana ci offre, possiamo offrire alle persone disabili una vita piena, nell’offrire loro delle opportunità di bellezza. Il piacere può derivare da molteplici esperienze: da contatti umani più accettanti, dal gioco, dal cibo particolarmente curato, da un’educazione alle relazioni, dalla musica, dallo sport, dal contatto con la natura, da un tipo di lavoro gratificante …

per puntare all’obiettivo di una maggiore autonomia possibile anche attraverso la “validazione” che ti offre l’altro.

Si dovrebbe cercare di fornire a ciascun essere umano gli strumenti per costruire Relazioni e legami umani altamente erotici per riconoscere la propria sessualità.

 

 

 

 

 

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